Deep Impact

(Deep Impact)

Regia di Mimi Leder

con Robert Duvall (Spurgeon “Fish” Turner), Téa Leoni (Jenny Lerner), Elijah Wood (Leo Beiderman), Vanessa Redgrave (Robin Lerner), Maximilian Schell (Jason Lerner),Morgan Freeman (Presidente Tom Beck), James Cromwell (Alan Rittenhouse), Ron Eldard (Dottor Oren Monash), Jon Favreau (Dottor Gus Partenza), Mary McCormack (Andrea “Andy” Baker), Richard Schiff (Don Beiderman), Leelee Sobieski (Sarah), Blair Underwood (Mark Simon).

PAESE: USA 1998
GENERE: Catastrofico
DURATA: 122’

Scoperto che una gigantesca cometa sta per distruggere la Terra, l’umanità spedisce su di essa un manipolo di astronauti per farla saltare in aria. Contemporaneamente, un milione di persone vengono selezionate per rifugiarsi in speciali rifugi. Se le cose dovessero andare male, il loro compito sarà quello di portare avanti la civiltà.

Scritto da Bruce Joel Rubin e Michael Tolkin, il secondo film della Leder cavalca la scia di Armageddon (pericolosamente simile nella trama), ma opta per un dramma corale con molti protagonisti (destinati anche a NON incontrarsi)  che propone un inatteso e curato scavo psicologico dei singoli personaggi. La prima parte funziona a meraviglia: l’alone di mistero è palpabile, le critiche verso una società che, presa dal panico, si sgretola invece che coalizzarsi sono ben strutturate, i personaggi credibili. Peccato che poi, nella seconda ora, la Leder si ricordi di essere a Hollywood e, pur non rinunciando ad una pregevole suspense, affoga il tutto nei luoghi comuni e in un orgoglio yankee patinato che fa quasi ridere. La regia della Leder (…) non è all’altezza. Riduce il caos sociale a un ingorgo di traffico stradale (M. Morandini). Chi lo criticava per la sparata grossa del presidente afroamericano (interpretato da Freeman), ha dovuto ricredersi dieci anni dopo. Parata di grandi attori capeggiati da un anziano Duvall in ottima forma. Resta, in fin dei conti, un film abbastanza emozionante e coinvolgente, nonostante dimentichi presto la verosimiglianza e si diriga verso le più abusate strade del kolossal americano. Potabile, superiore alla media, si può guardare: è sicuramente migliore del cinema reazionario e videoclipparo di Michael Bay, anche se qualche volta lo segue a ruota e lo prende come (cattivo) esempio.

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